I piatti tipici della Tuscia

La Tuscia è una terra ricca di storia, cultura e tradizioni, ma anche una destinazione capace di conquistare grazie ai suoi tanti piatti tipici. Tra borghi medievali, dolci colline, boschi secolari e splendidi laghi, il territorio custodisce un patrimonio gastronomico che racconta secoli di vita contadina e il profondo legame con la natura. La cucina della Tuscia nasce dalla semplicità degli ingredienti, valorizzati da ricette tramandate di generazione in generazione e preparate ancora oggi nel rispetto delle usanze locali. Una cucina povera solo nel nome, perché in tavola il gusto non manca mai.

Scopriamo insieme quali sono i piatti tipici della Tuscia che non dovresti lasciarti sfuggire.

Acquacotta

Impossibile parlare di cucina della Tuscia senza menzionare l’acquacotta, uno dei piatti più identitari del territorio. Per secoli è stata il pasto quotidiano per i contadini e i butteri, i guardiani delle mandrie. A differenza delle altre zuppe dove è sempre presente un soffritto di verdure con l’aggiunta di grassi animali, qui gli ingredienti vengono cotti direttamente nell’acqua (da cui il nome). Si prepara con verdure di stagione, cipolla, patate, pomodoro, pane casareccio raffermo e olio extravergine d’oliva. Tra le varianti più amate c’è quella con la cicoria. Nonostante la sua semplicità, è un piatto sorprendentemente ricco di sapore. Ogni famiglia tramanda la propria versione, con piccoli accorgimenti che rendono ogni preparazione unica.

Fieno di Canepina al ragù di carne

Il nome incuriosisce sempre chi non è del posto, ma non lasciarti ingannare: il “fieno” non ha nulla a che vedere con l’erba. Si tratta infatti di una pasta all’uovo fatta a mano attraverso un procedimento che richiede esperienza e precisione. La sfoglia, tirata così sottile da sciogliersi in bocca, viene arrotolata e tagliata in strisce strettissime, tanto da ricordare, appunto, i fili del fieno. Originaria del piccolo borgo di Canepina, vanta origini piuttosto antiche, risalenti al Medioevo. Per condire la pasta, il sugo più utilizzato è quello a base di carne tritata ma è ottima anche nella variante in bianco con i funghi porcini dei Monti Cimini.

Lombrichelli alla viterbese

Tra i primi piatti più amati della cucina della Tuscia non possono mancare i lombrichelli. Sono un tipo di pasta fresca, simile a uno spaghetto ma più grosso e spesso, che prende il nome dalla sua forma, simile a un lombrico. È realizzata con acqua, farina e un pizzico di sale, lavorata a mano e poi lasciata asciugare per un paio d’ore prima della cottura. Essendo più spessa, trattiene bene il sugo. La versione alla viterbese prevede generalmente un condimento semplice ma ricco di carattere, preparato con pomodoro, aglio, peperoncino e pecorino romano grattugiato. Proprio la semplicità degli ingredienti permette di esaltare il sapore della pasta e rende questo piatto uno dei simboli della tradizione gastronomica locale.

Pignattaccia

La pignattaccia è forse l’emblema della cucina povera viterbese, quella nata per non sprecare nulla e trasformare gli ingredienti più semplici in un piatto ricco di sapore. Potremmo descriverla come una sorta di stufato di carne (tradizionalmente i tagli meno pregiati di manzo e maiale) e verdure seppur diverso sotto vari aspetti. Il nome deriva dalla tecnica di cottura: un tempo le carni venivano buttate dentro una pignatta, alternandole alle verdure, e la pentola veniva poi coperta con carta paglia e chiusa con un coperchio. Il segreto sta tutto nei tempi di preparazione, che possono superare le due o tre ore a fuoco lento: il risultato è una carne tenerissima, che si stacca da sola con la forchetta.

Zuppa di ceci e castagne

La zuppa di ceci e castagne è un piatto che esprime al meglio i sapori della Tuscia e che è fortemente legato alla tradizione contadina. L’ingrediente principe è la castagna dei Monti Cimini, da sempre una risorsa fondamentale per le comunità locali. L’abbinamento con i ceci dà vita a una zuppa nutriente, cremosa e ricca di sapore, ideale durante le serate autunnali e invernali. Aglio, rosmarino, peperoncino, olio extravergine d’oliva e una lenta cottura completano una ricetta che valorizza ingredienti semplici ma di grande qualità, generalmente preparata il giorno della Vigilia di Natale, ma che si gusta sempre volentieri.

Coregone del Lago di Bracciano

Il coregone del Lago di Bracciano è una delle specialità più apprezzate della cucina lacustre locale. Questo pesce d’acqua dolce, noto per le sue carni bianche, delicate e poco grasse, è stato riconosciuto come Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT) della Regione Lazio. Viene proposto in diverse varianti: alla griglia con un filo di olio extravergine d’oliva e limone, al forno con erbe aromatiche, fritto oppure marinato. Gustare il coregone del Lago di Bracciano significa vivere un’esperienza autentica che unisce la tradizione della pesca locale alla cucina della Tuscia, offrendo un perfetto equilibrio tra semplicità, freschezza e gusto.

Durante un soggiorno all’Albergo della Posta, concedersi una pausa alla scoperta della cucina locale è il modo migliore per completare l’esperienza di viaggio. Dai primi piatti della tradizione alle ricette contadine fino alle specialità lacustri, ogni sapore contribuisce a rendere la visita ancora più autentica e indimenticabile.

Foto © Anci Lazio

Close
Albergo Della Posta

Via Agostino Fausti, 29 – 00062 Bracciano (RM)

Contatti

© Copyright Albergo Della Posta | Web Marketing e Web Design by Salvatore Menale

Close