Calcata, il borgo degli artisti e delle streghe

Situato a circa 40 minuti di automobile dal nostro albergo, Calcata è un autentico gioiello nascosto nella Tuscia viterbese. Arroccato su un’alta rupe tufacea che domina la Valle del fiume Treja, è considerato uno degli esempi più significativi e meglio conservati tra i piccoli abitati fortificati medievali. Basta una passeggiata tra le sue stradine per capire perché sia conosciuto come il “borgo degli artisti e delle streghe“. Un luogo dove creatività e leggenda convivono da decenni, rendendolo una delle mete più curiose ed evocative da scoprire nel Lazio (e non solo).

Le origini di Calcata affondano in un passato molto lontano, come testimoniano i numerosi reperti rinvenuti nell’area. In epoca pre-romana il territorio fu un avamposto della civiltà falisca, uno dei popoli più affascinanti e misteriosi dell’Italia antica. Le prime notizie certe dell’attuale abitato risalgono invece all’Alto Medioevo. Il nome Calcata appare per la prima volta in un documento della fine dell’VIII secolo, quando venne annesso per volere di Papa Adriano I alla Domusculta Capracorum, una delle tenute papali destinate a garantire l’approvvigionamento a Roma. Nei secoli successivi passò sotto il controllo di diverse famiglie nobiliari.

Nel corso del XX secolo il destino di Calcata cambiò radicalmente. Il centro storico venne dichiarato inagibile a causa del rischio di frane della rupe tufacea e, a partire dagli anni ’60, gli abitanti furono trasferiti in un nuovo insediamento poco distante, Calcata Nuova. Ma fu proprio allora che la Calcata medievale iniziò a essere riscoperta da artisti, intellettuali, artigiani e hippie alla ricerca di un luogo lontano dai ritmi delle città. La loro presenza portò nuova vitalità al borgo e gli conferì quello spirito bohemien che ancora oggi lo contraddistingue.

L’aspetto ancora intatto del borgo ha colpito l’immaginario di artisti del calibro di Hayao Miyazaki, che dopo averlo visitato nel 1990, ne trasse ispirazione per l’architettura del Ghibli Museum e per gli esterni del suo film “Laputa – Castello nel cielo“. Qui sono state inoltre girate scene di film come “Il Decameron” di Pier Paolo Pasolini, “Amici Miei” di Mario Monicelli, “Le avventure di Pinocchio” di Luigi Comencini e tanti altri, fino al più recente “All the money in the world” di Ridley Scott.

Per visitare Calcata Vecchia si attraversa un portale medievale parzialmente coperto, superato il quale si percorre un camminamento difensivo scavato nel tufo che conduce, oltre una seconda porta, direttamente in Piazza Umberto I, il cuore del borgo. Sulla piazza affacciano il Palazzo Baronale degli Anguillara e la Chiesa del Santissimo Nome di Gesù. Il palazzo, risalente al X secolo e attualmente sede del Parco Regionale Valle del Treja, domina l’abitato con la sua torre merlata. La chiesa, invece, edificata probabilmente nella prima metà del XIII secolo, conserva numerose testimonianze della famiglia Anguillara e interessanti elementi artistici. Per secoli ha custodito anche la reliquia del prepuzio di Gesù, trafugata nel 1983.

Le viuzze che partono dalla piazza passano tra vecchie abitazioni e cantine, oggi restaurate e trasformate in botteghe artigiane, atelier e piccoli spazi dedicati all’arte e all’antiquariato. Gironzolando tra i vicoli si possono ammirare suggestivi panorami sulla valle e riscoprire sui muri delle case le antiche finestre, i portali e i caratteristici profferli medievali, spesso modificati da successivi interventi architettonici. Lungo le vie del borgo non è raro incontrare musicanti e assistere alle esibizioni degli artisti di strada.

Tra le altre cose da vedere a Calcata si segnalano: il Museo della Civiltà Contadina, che raccoglie una straordinaria collezione di strumenti ed utensili della tradizione rurale; il Giardino letterario Portoghesi-Massobrio, realizzato nel 1990; la quattrocentesca Chiesa di Santa Maria della Cava, nel quartiere chiamato “I Grotti”; e Opera Bosco – Museo di Arte nella Natura, un originale museo-laboratorio all’aperto di arte contemporanea che si estende per tre ettari in località Colle.

La particolare atmosfera di Calcata ha alimentato nel tempo numerose storie e leggende. Il soprannome di borgo delle streghe è legato soprattutto ai racconti popolari secondo i quali, nelle giornate di forte vento, tra le strette vie del paese sarebbe possibile sentire un canto sinistro. Si tratterebbe del richiamo delle streghe che, si narra, un tempo si radunavano tra le grotte e i sotterranei del paese per celebrare riti esoterici.

Calcata si trova a poco più di 30 chilometri da Bracciano. L’Albergo della Posta è un ottimo punto di partenza per esplorare i borghi della Tuscia. Calcata, con la sua anima artistica e le sue leggende, è solo uno dei tanti tesori raggiungibili in giornata.

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