Non tutti i musei si visitano per un’opera in particolare. Alcuni offrono una chiave di lettura per comprendere meglio il territorio in cui si trovano. È il caso del Museo dell’Opera del Duomo “Bruno Panunzi”. Allestito negli spazi restaurati dell’antica sacrestia della Chiesa collegiata di Santo Stefano Protomartire, custodisce reliquiari, paramenti sacri, dipinti, statue e documenti che, oltre a raccontare la storia del Duomo, restituiscono uno spaccato della vita religiosa e culturale di Bracciano.
La storia del museo e di Bruno Panunzi
Il museo è stato inaugurato il 13 marzo 2011, ma la sua storia comincia molto prima. Il lavoro di recupero e salvaguardia delle opere è iniziato infatti negli anni Settanta, grazie all’impegno dell’Associazione Forum Clodii, fondata nel 1972 con l’obiettivo di studiare, proteggere e valorizzare il patrimonio archeologico, storico e artistico del territorio braccianese.
Tra le persone che hanno contribuito maggiormente alla nascita del museo figurano Bruno Panunzi e Monsignor Nicola Fiorentini, ideatori e primi artefici del progetto. Proprio a Panunzi, socio fondatore della Forum Clodii e figura di riferimento per l’associazione, è stato dedicato lo spazio espositivo, in riconoscimento del ruolo determinante che aveva avuto nella sua realizzazione.
Nel corso degli anni, l’attività dell’associazione e dei volontari ha permesso di riportare all’attenzione del pubblico numerose opere, alcune delle quali rischiavano di rimanere a lungo lontane dal territorio di appartenenza. L’apertura del museo ha rappresentato quindi un passaggio importante: non soltanto un nuovo spazio culturale per Bracciano, ma anche un modo per restituire alla comunità una parte significativa della propria memoria.
Cosa vedere
La collezione del Museo dell’Opera del Duomo di Bracciano comprende opere di epoche e tipologie differenti. Accanto ai dipinti di maggiore interesse storico-artistico si trovano oggetti utilizzati durante le celebrazioni religiose, manufatti preziosi e testimonianze della devozione popolare. Un insieme che permette di osservare da vicino come sono cambiati nel tempo gli usi e le tradizioni della comunità.
Il pezzo più pregiato è senza dubbio il doppio trittico o “pale” del Santissimo Salvatore, realizzato nel 1315 dai pittori Gregorio e Donato d’Arezzo. La tavola principale raffigura il Salvatore seduto in trono, mentre sul retro compare l’Assunta che porge la cintola a San Tommaso. Anche le ante sono dipinte su entrambi i lati e presentano diverse figure di santi, tra cui San Giovanni Battista, San Nicola di Bari, Santo Stefano e San Lorenzo.
Un’altra opera di rilievo è l’Assunzione della Vergine, dipinto su tavola attribuito a Pedro Fernández da Murcia, artista di origine ispanico-fiamminga e formazione lombarda, attivo tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento. Il dipinto è suddiviso in due registri: nella parte superiore sono raffigurati la Vergine e Cristo in gloria, circondati da angeli e arcangeli; in quella inferiore sono rappresentati gli apostoli.
In un ambiente attiguo si trova invece l’Archivio del Duomo, che conserva documenti compresi tra il XVI e il XIX secolo. Registri e testimonianze scritte rappresentano una fonte preziosa per gli studiosi e per chi desidera approfondire le vicende della Collegiata e della comunità braccianese. La consultazione è possibile previo appuntamento.
Il Duomo: non fermarti al museo
Una volta terminato il percorso museale, consigliamo vivamente di entrare anche nel Duomo, il principale edificio religioso di Bracciano. I due luoghi sono strettamente legati: visitare la chiesa permette di comprendere meglio il contesto dal quale provengono molte delle opere esposte nel museo.
Le sue origini risalgono al Duecento, ma nel tempo l’edificio è stato più volte ampliato e modificato, fino ad assumere l’attuale configurazione a croce latina nella seconda metà del Seicento. La facciata si distingue per le linee sobrie, in contrasto con un interno più ricco, dove si susseguono altari decorati, affreschi e dipinti. Tra le opere conservate merita una menzione particolare la tela del martirio di Santo Stefano del pittore modenese Giacomo Zoboli, donata dal duca Orsini nel 1696.
Informazioni utili
Il Museo dell’Opera del Duomo “Bruno Panunzi” si trova in Piazza della Collegiata, a pochi passi dall’Albergo della Posta. L’ingresso è gratuito e gli orari di apertura sono il sabato e la domenica dalle 10:30 alle 12:30, dal 1° settembre al 30 giugno, e dalle 17:30 alle 19:30, dal 1° luglio al 31 agosto. Prima di organizzare la visita è comunque consigliabile verificare eventuali variazioni.
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Foto © Radio Onda Lago