Cosa vedere a Caprarola in un giorno

Situato sul versante meridionale dei Monti Cimini, a poco più di 40 minuti di automobile dal nostro albergo, Caprarola sorprende per la sua eleganza, il suo patrimonio storico e quell’atmosfera autentica che caratterizza i piccoli centri del Lazio. Visitare Caprarola significa intraprendere un viaggio nel cuore del Rinascimento italiano, seguendo le tracce della potente famiglia Farnese, che lasciò un’impronta indelebile sul borgo, rendendolo uno degli esempi urbanistici più significativi del XVI secolo. Passeggiando tra le sue vie si scoprono scorci suggestivi, chiese storiche, palazzi antichi e punti panoramici che invitano a rallentare.

Cosa vedere a Caprarola? Ecco un itinerario pensato per scoprire il meglio del borgo in un giorno.

La giornata non può che iniziare da Palazzo Farnese, il monumento simbolo di Caprarola nonché una delle più importanti testimonianze dell’architettura rinascimentale italiana. Fu realizzato nel XVI secolo su progetto di Jacopo Barozzi (detto comunemente Il Vignola) sulle basi di una precedente fortificazione a pianta pentagonale ideata da Antonio da Sangallo il Giovane. Del progetto originario il Vignola mantenne il perimetro esterno, trasformando la struttura militare in una raffinata residenza rinascimentale. Già dall’esterno il palazzo colpisce per la sua particolare struttura pentagonale e per la posizione dominante sul borgo, mentre gli interni sorprendono per la ricchezza delle decorazioni. Durante la visita si possono ammirare sale affrescate, ambienti monumentali e splendidi cicli pittorici che raccontano il prestigio della famiglia Farnese e la cultura dell’epoca.

Tra i numerosi pittori che contribuirono alla decorazione del palazzo figurano i fratelli Federico e Taddeo Zuccari, Jacopo Zanguidi (detto il Bertoja), Raffaellino da Reggio e Giovanni De Vecchi. Tra gli elementi e gli ambienti di maggiore interesse troviamo: la Scala Regia, superba opera del Vignola affrescata da Antonio Tempesta; la Sala dei Fasti Farnesiani, decorata con affreschi che riassumono la vita dei Farnese; e la Sala del Mappamondo, che prende il nome dagli affreschi di Giovanni Antonio da Varese raffiguranti il mondo allora conosciuto dalle descrizioni dei viaggiatori. La visita prosegue poi nei magnifici giardini all’italiana, progettati dallo stesso Vignola insieme a Giacomo del Duca e Girolamo Rainaldi. Statue, fontane e giochi d’acqua accompagnano il percorso tra terrazze panoramiche e scorci mozzafiato sulla campagna circostante.

Dopo tanta bellezza, è il momento giusto per concedersi una pausa pranzo. Fermatevi in una delle trattorie del borgo per assaporare anche il lato gastronomico di Caprarola. Tra i piatti tipici si segnalano l’acquacotta (zuppa a base di pane casereccio e verdure selvatiche), le fettuccine al ragù di cinghiale e gli gnocchi col ferro (una pasta dal formato unico, perfetta per raccogliere sughi ricchi e corposi).

Terminata la pausa pranzo, l’itinerario prosegue con una passeggiata su Via Dritta, oggi Via Filippo Nicolai, capolavoro di urbanistica cinquecentesca. La strada fu realizzata su progetto del Vignola per creare un collegamento scenografico tra il borgo e Palazzo Farnese. Una passeggiata senza fretta permette di cogliere l’atmosfera autentica di Caprarola, fermandosi ad ammirare dettagli architettonici e piccoli angoli nascosti che rendono piacevole ogni tratto del percorso.

Lungo la via si trova la Chiesa di San Michele Arcangelo, che merita senza dubbio una visita. Fu costruita nel XIV secolo, ma l’aspetto attuale è frutto della ricostruzione ottocentesca su progetto dell’architetto Giuseppe Valadier, resa necessaria dopo un violento incendio che aveva compromesso la stabilità delle mura. Dell’edificio originario rimane soltanto il campanile in pietra locale, caratterizzato da bifore e archetti pensili. All’interno conserva importanti opere di diverse epoche e un pregevole organo.

La tappa successiva è la Chiesa della Madonna della Consolazione, situata in Piazza Vittorio Emanuele. Edificata nel XVI secolo per volere della famiglia Farnese, è un bell’esempio di architettura tardo rinascimentale con evidenti influenze barocche. La semplice facciata presenta un bel portale in peperino con una porta in legno completamente intagliata, mentre all’interno si possono ammirare preziose opere d’arte, tra le quali spicca la tela raffigurante San Francesco in preghiera attribuita ad Annibale Carracci.

A pochi passi dalla Chiesa della Madonna della Consolazione, in Piazza Pietro Cuzzoli, si trova la monumentale Fontana delle Boccacce, realizzata probabilmente su progetto del Vignola nella seconda metà del XVI secolo. Il suo nome deriva dai mascheroni in pietra scolpiti sulla vasca: facce deformi dalle bocche spalancate che gettano acqua. Sopra la fontana c’è una piccola loggia decorata con tre stemmi farnesiani.

Infine, prima di lasciare Caprarola, vale la pena visitare la Chiesa di Santa Teresa, posta poco più a valle dell’abitato. Fu eretta tra il 1620 e il 1623, anche se alcuni lavori si protrassero fino al 1628, su progetto dell’architetto Girolamo Rainaldi. La sua facciata barocca in peperino precede un interno ricco di opere seicentesche firmate da artisti del calibro di Guido Reni, Giovanni Lanfranco e Alessandro Turchi (detto il Veronese).

Caprarola è a quaranta minuti da Bracciano. Se cerchi una base per visitare la Tuscia – Caprarola, Viterbo, Sutri, Cerveteri – l’Albergo della Posta è nel punto giusto. Al centro di tutto, con parcheggio vicino e stazione a 5 minuti.

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